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La casa dei Lorchitruci

La casa dei LorchitruciData PubblicazioneData:

[27.4.2009]

AutoreAutore:

Konrad

TAGSTAGS:

Il Giardino dei Lorchitruci, Racconti, Paola Mastrocola

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Con questo breve racconto Konrad si rituffa nei ricordi da bambino. Un tuffo nel passato... senza rete!

L'incipit di Paola Mastrocola:
"Siccome avevo preso un altro brutto voto, mio padre mi disse: “Va bene, allora oggi verrai con me a lavorare. Così vedrai come si fatica!” Mio padre faceva il giardiniere, e andava in giro per i giardini altrui. Andava a potar piante, rastrellare foglie e tagliare erba col suo potente tagliaerba. Quel giorno doveva occuparsi niente meno del giardino dei terribili Lorchitruci. I Lorchitruci erano la famiglia più ricca e potente della collina. A me facevano paura due cose di loro: il nome, perché mi veniva da pensare a degli orchi molti truci; e il giardino, appunto, perché era chiuso da una muraglia gigantesca dietro la quale chissà che cosa mai si nascondeva.”


Arrivammo sotto al muro di cinta e con enorme stupore mi accorsi che la grande entrata non aveva cancelli.
E non c’era nemmeno nessuno di guardia.
Pensai che sarebbe stato inutile un cancello o delle guardie perché nessuno si sarebbe mai azzardato a varcare la soglia dei terribili Lorchitruci. Mio padre era un uomo grande, grosso e coraggioso.

Lui si che non conosceva la paura. Ma io piccolino piccolino sì!
Mi prese per mano senza dire una parola ed entrammo. Il giardino era immenso e le piante crescevano rigogliose. C’era un profumo piacevole di terra bagnata e di fiori.
Il sole filtrava timidamente tra i rami e la nebbia del mattino.
Camminammo un bel po’ tra i viali e mi accorsi che il giardino era tenuto perfettamente in ordine da mio padre. L’erba era tagliata da poco, le piante potate a mestiere e non c’era una foglia per terra.

Oggi non c’era bisogno di mio padre qui. E allora che cosa eravamo venuti a fare?
In fondo al viale centrale si intravedeva una casa ed era lì che ci stavamo dirigendo.
Dopo poco avrei visto i terribili Lorchitruci!
Il cuore cominciò a battere forte e io strinsi ancora di più la mano di mio padre.
Giunti davanti alla porta mio padre bussò. Mi accorsi che stavo trattenendo il respiro.

Ero prontissimo a lanciare un urlo che avrebbe superato la gigantesca muraglia fino ad arrivare in paese da dove sarebbero arrivati in mio soccorso quando dalla porta sbuca un bambino che sorridendo mi dice "entra"..

Sorpreso liberai i polmoni e ripresi a respirare.
Entrai e intorno ad un grande tavolo c’erano tantissimi bambini come me intenti a leggere e studiare. Uno di loro, il più grande di statura mi venne incontro "Anche tu un brutto voto? Siediti con noi e studia." Ero frastornato. Non capivo cosa stesse succedendo ma mi misi sotto a studiare. Fino a imparare bene quello che non ero riuscito a imparare a scuola.

"Bravo ora puoi andare a casa" mi disse il bambino alto.
Fuori ad attendermi c’era mio padre. Sorrideva.
"Allora? Come è andata?" E sorrideva.
"Papà ma i Lorchitruci? Dov’erano? Perché non li ho visti?"
I lorchitruci è solo il nome che abbiamo dato noi genitori a questo posto.I lorchitruci siete voi bambini quando fate i capricci e non studiate. Ogni bambino che viene qui la prima volta fa esattamente come te."

Sorrisi e saltai in braccio a mio padre.
Ora i Lorchitruci e tutti gli altri nomi orrendi non mi fanno più paura perché so che sono case dove studiano i bambini.
Io ci torno ogni tanto…
 




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