La sveglia alle sei era un pezzo che non la mettevo.
Dovevo raggiungere Lux e Karin a casa loro, poi proseguire per unirci a Graziano e Clara, caricare i bagagli e tutti insieme essere all'autogrill di Roma-sud entro le 8.30!
Il sacrificio era necessario.
Durante questo primo tratto Lux sonnecchiava e quando ogni tanto apriva gli occhi minacciava di chiamare i carabinieri se non gli fornivo le generalità!
Anche io però la mattina alle 7 quando l'ho visto seduto nel sedile posteriore della mia macchina scambiandolo per un barbone gliene ho dette di tutti i colori!
Ragazzi pesa alzarsi così presto! Indubbiamente!
Però alle 8.15 già eravamo all'appuntamento con un po' di anticipo. Eravamo stati bravi! Avevamo fatto bene i conti considerando anche gli imprevisti. Era questo che ci consolava nonostante l'ora. Tutto regolare, tutto secondo programma.
Il sacrificio era necessario.
Caffè e cornetto alla fiamma ossidrica. La crema...come la lava, la tazzina anche peggio... avete mai baciato una marmitta incandescente?
Personalmente ho scartato sapientemente la crema. Non potevo rischiare quello che sarebbe stato un 'doloroso' imprevisto.
Nel frattempo l'altro gruppo, quello di Piddu, Pat, Dario, Maria, e Nico ci aveva raggiunto.
L'obiettivo prossimo, da tempo pianificato, era quello di essere al molo di Pozzuoli per imbarcarci con il traghetto delle 11.45 in modo da pranzare sull'isola.
Tutto filava liscio e dentro ognuno di noi c'era la consapevolezza che...sì, il sacrificio era necessario.
Ci rimettemmo tutti in macchina e via verso la meta.
Clara era seduta davanti e aveva il mio trolley tra le gambe ma solo perchè Graziano non era riuscito a metterlo dietro (il trolley). Quel portabagagli era la prova vivente che anni e anni di Tetris ci sono serviti a qualcosa!
Povera Clara, ha avuto per due giorni impressa la scritta Samsonite sul polpaccio sinistro!
Ma il sacrificio era necessario.
Normalmente la mattina non riesco ad avere la mente agile. Mi incuriosì una sorta di palletta poggiata sulla sinistra del parabrezza della..hem...'macchina' di Graziano (il sostantivo macchina qui è impropriamente usato in senso di stima per ciò che fu e per amicizia nei confronti del possessore).
Pensai... è proprio un bravo ragazzo Graziano... tiene i rifiuti in macchina aspettando l'occasione per gettarli.
Ma non era così! Quello che io, anzi, quello che noi avevamo scambiato per un rifiuto organico altro non era che il tagliando dell'assicurazione con il suo pseudo contenitore trasparente, appallottolato e incrostato dal sole come una vera e propria scultura d'arte moderna! Capimmo da questo e da altri piccolissimi dettagli che Graziano non usava spesso la macchina. D'altronde si vantava di essere uno dei soci fondatori del famosissimo club MXC! Motociclisti x Caso... dicono loro, ma si vocifera che non sia esattamente così.
Comunque c'è un vantaggio a tenere il tagliando dell'assicurazione così. Non devi appallottolarlo quando lo butti.
Tra sbadigli e pennichelle finalmente Pozzuoli. O meglio, credevamo di essere arrivati a Pozzuoli! Infatti quel gran genio di Piddu, fino ad allora tranquillo, blocca la macchina e ci fa parcheggiare in quello che secondo lui era 'un ottimo posto per lasciare le macchine'. Ovviamente a gratiss!!! Piddu nel corso degli anni ha sviluppato una particolare avversione per le strisce blu, dunque la cosa non ci ha sorpreso più di tanto...
Nonostante ero stato diverse volte a Ischia non riconoscevo il posto ma lui sembrava saperne più di noi tutti messi insieme.
Lasciate le macchine (non senza averle incatenate con mega-antifurti dal valore commerciale paragonabile alle macchine), scaldammo le gomme dei trolley e ci incamminammo per il molo di Pozzuoli in perfetto orario.
Il sacrificio era necessario.
Formavamo una fila omogenea...un serpentone carino e rumoroso. La gente ci guardava strano. Più tardi capimmo il perché. La giornata era splendida e il caldo si faceva sentire.
Ci sfilammo i primi giacchetti...le prime magliette.
Camminavamo ormai da qualche decina di minuti ma del molo nemmeno l'ombra (e mai espressione fu più azzeccata col sole allo ZENIT). Magari ce ne fosse stata di ombra...
Qualcuno di noi fece il primo pit-stop per cambiare le gomme del trolley. Graziano aveva la valigia a mano e poverino annaspava più degli altri. Era un bagno di sudore.
Gli allibratori lo davano spacciato...8 a 1! Nella mano sinistra stringeva un santino con l'immagine di San Gennaro e ogni volta che mi avvicinavo sentivo che recitava il rosario...in latino! La destra era una collezione di piaghe e stimmate. Ormai era in odor di beatificazione.
Tra di noi cominciò a serpeggiare un malcelato malcontento.
Cominciarono le prime domande, i primi dubbi sul parcheggio intelligente di Piddu. Lo spogliatoio era ormai spaccato!
La conferma che lui non fosse sicuro veniva dal fatto che mentre tirava la volata (nella vana speranza di vedere il mare da un momento all'altro), una gentil donzella abitante del luogo, a precisa domanda su quanto mancava dal luogo di imbarco, ci aveva risposto con disarmante schiettezza: 'Ma quale porto? Ma quale molo? ca nun cià fate manco po cazz...'
Prendemmo coscienza della verità solo un'oretta dopo: avevamo parcheggiato a 8 miglia dal porto! Era sempre più caldo e noi grondavamo di sudore ma stoicamente continuavamo ad accelerare...
Un'interminabile fila indiana di disperati, sudatissimi con le ascelle pezzate e puzzolenti come non vi dico.
Ma... mancavano pochi minuti all'orario di imbarco previsto e non volevamo, non potevamo mollare proprio ora! Arrivammo in tempo al botteghino. In tempo per sentire che, quello che ormai sentivamo come 'il nostro' traghetto stava partendo!
Il sacrificio era necessario. Il sacrificio di Piddu!
Dovevamo solo decidere come, quando e dove.
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Anche finta ammirazione, complimenti falsissimi vanno benissimo.
Se volete scrivere cattiverie, allora... fatevi i fatti vostri!