Mario apre la giacca e tira fuori una foto ingiallita dal tempo. La guarda mentre lautobus arriva alla sua fermata. Scende frettolosamente ancora con la foto in mano. Un uomo, una donna, un bambino.
I passi veloci verso casa, rallentati solo perché sente che sono troppo veloci per lui. Sempre così calmo. Apre la porta e poggia le chiavi sul tavolo dellingresso. Le fusa del gatto
il primo contatto della giornata. Come sempre.
La casa sporca oltre il limite della decenza. Buia. Cè bisogno di una donna che se ne occupi.
Ne ha cercate molte prima di trovare quella giusta. Non era facile. Ma Mario ha tempo.
Tempo e pazienza. Dal frigo prende una bottiglia di vino. Bianco. Ghiacciato. La apre come chi ne ha già aperte mille. Beve. Non mangia nulla.
Fissa con lo sguardo il giornale degli annunci e la fronte si copre di rughe. Solo per un attimo. Va in bagno e prende le forbici. Si siede e comincia a tagliarsi le unghie. Con cura. Lentamente. La luce fioca lascia intravedere la lunga cicatrice sulla testa.
Una riga dritta poco sopra la fronte.
Per Mario è molto di più di una cicatrice. E un taglio con il passato. Un muro invalicabile.
Se a colpirti è tuo padre fa più male. Farà sempre male.
Il padre, maresciallo dei carabinieri morto a 55 anni quando lui ne aveva 13.
Non pianse Mario quel giorno
né quelli successivi.
Ricorda labbraccio forte e caldo della madre e la promessa che le fece quel giorno
avrai tutto quello che lui ti ha finora tolto. Ma non è stato così. Tarda ad arrivare la sera. E poi la notte. E tutte le notti.
Il sacrificio di una mamma per un figlio. Si fa di tutto. Tutto. E lei lo ha fatto.
Uomini dentro di lei. Tanti. Acquistò per lui quella casa. Poi nel giro di un solo mese lei se ne andò. Per sempre.
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offerte di lavoro
Cercasi ragazza straniera x lavori domestici. Presentarsi alle 12 del sabato al bar della stazione. Nessun numero di telefono. Ne aveva viste diverse prima di scegliere lei. Lei senza permesso, senza documenti. senza famiglia. Senza nessuno. La sera stessa la uccise strangolandola.
Non sentiva nulla se non il desiderio di condividere il dolore con chi stava morendo.
Per pochi secondi uniti dalla stessa sofferenza.
Ogni sera un pasto caldo. Per il suo gatto.
Per lui unaltra bottiglia. Un bicchiere. Un altro
e un altro ancora
gli occhi finalmente accesi
e il coraggio che sale dentro
quello vero
una carezza al suo gatto
uno sparo con la pistola del padre
in mano la foto di loro tre sorridenti
tanto tempo fà
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Anche finta ammirazione, complimenti falsissimi vanno benissimo.
Se volete scrivere cattiverie, allora... fatevi i fatti vostri!