MarcoSbanda Cristina Donà pure...


Data:
[21.3.2009]

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Marcosbanda, Auditorium, Generazione X, Cristina Donà, Musica
Generazione X all'auditorium, e il posticipo in Tv. Un uomo di calcio sa sempre cosa scegliere
Domenica sera per non saper ne leggere ne scrivere stavo dando un'occhiata alla lista dei posticipi ma all'ultimo momento, come una mannaia, si è abbattutta su di me la fatidica proposta "Perchè non andiamo a sentire Cristina DOnà all'auditorium?". Chi???????? Come? Cosa? Chi ha parlato??? Ho detto "Non se ne parla nemmeno, ci sono le partite (con rutto libero annesso)".
Circa mezz'ora dopo, parcheggiata selvaggiamente la macchina a poche centinaia di metri dall'auditorium ci siamo trovati di fronte alla dura realtà: le sedie non erano poltrone, erano durissime e proprio appiccicate al palco. Da vero professionista ho scelto una posizione un po' defilata, opportunamente nascosto dietro a una coppia di angaloni di 1mt.90. Abbassate le luci mi sono lasciato andare scivolando giù per la sedia di quei 20, 25 cm tattici. E via col cappotto a mo di copertina.
Si sono abbassate le luci e... prima sorpresa! E' entrato un tipo con una canotta da holigan inglese con la croce di santandrea e le medaglie di guera al petto con un cappello semi fashion che ci fa "comincerà una giovane cantante emergente..." sottotitolo (se già non conoscevate Cristina Donà che ve lo dico a fare il nome di questa???). Si presenta una magrissima e incazzatissima. Bianca. Delle occhiaie fino alle ginocchia. Sembrava il sosia di Dario Argento (ma quando non ha una bella cera). Comincia a cantare alla chitarra 1,2,3,4 canzoni! Mi hanno detto che erano 4 perchè io non mi sono accorto di nulla. Un filo di applauso tra una e l'altra... ma giusto quel minimo rumore che non disturba il sonno.
Finalemnte sale sul palco la seconda band. MArco's banda. A prima botta un po' di scetticismo è pure giustificato. Marco non lo conosco ma se sbanda un motivo ci sarà. Sta sul palco a 40 gradi, con le luci puntate in faccia, a maniche corte e il cappello di lana in testa. Che è confuso non ci sono dubbi. Ma noi non ci lasciamo abbindolare da queste banalità. Un'altra caratteristica che balza all'occhio è come tiene la chitarra. Cioè circa 20 cm sotto alla giugulare, una specie di ciondolo, altissima! Nessuno lo poteva allungare ad allungare la cinghia della tracolla?
Però... senza accorgermene quando comincia a cantare mi passa il sonno e il piede comincia a muoversi. E' impressione generale, siamo passati da un atmosfera notturna e sepolcrale ad una supergioiosa da cannoni al vento. E via.. comincia la musica. Testi ironici e spiritosi (che poi quando uno si convince di questo ti sembrano profondi pure i pezzi strumentali). Se posso sollevare una piccola critica... Troopu BRAZIU, tropu Tochignu... Alcune parti facevano troppo Aristoteles e Bossanova e Maracanà...
Manco a farla apposta (dico io) subito dopo aver pensato sta cosa comincia un pezzo dal nome DRAGAU (jocador de serie A arrivato da Braziu a Milano). E chi sono io Mandrake? Non c'è un attimo di pausa. LA banda non sbanda più, va come un treno. Specialmente il chitarrista solista che quando suona fa delle facce assurde (subito le donne a farsi i film vietati ai minori di 18 cm).
I pezzi che mi sono piaciuti di più sono "Il nome dei pomodori" che da anche il titolo all'album e un lento cantato a metà concerto. Non ricordo il nome del brano ma solo che parlava di un tipo che innaffiava la sua pianticella, il suo fiore. Le origini rurali della band non si smentiscono mai.
Arriva la Donà e dice subito che non le piace essere definita madrina (che sa di vecchia). E' alquanto rotondetta. Vocio imbarazzante in sala "Madonna come si è ingrassata"... "Un po' di dieta no?" "Certo che se una sbaglia le taglie è la fine". Il pubblico non parlava d'altro. Secondo me deve aver sentito qualcosa pure lei perchè stava per dire "Deficienti! Sono in stato interessante!" "Speriamo più della tua musica..." hanno pensato in parecchi. Cristina Donà è la migliore cantante donna italiana di tutti i tempi (scusate devo salvaguardare la mia vita privata). Ripeto: la miglior artista che uno possa mai desiderare di ascoltare quando fanno Inter-Fiorentina in posticipo. Lei ha cantato fuori e "dentro il suo Giardino" (perchè se la sbanda è rurale lei si adegua subito).
E vissero tutti felici e contenti...
Anche finta ammirazione, complimenti falsissimi vanno benissimo.
Se volete scrivere cattiverie, allora... fatevi i fatti vostri!