Vinicio Capossela, Solo Show


Data:
[9.4.2009]

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Vinicio Capossela, Sistina, Concerto, Live, Musica, Solo Show
Ultima serata del tour Solo Show al sistina di Roma. VInicio merita, non potevamo mancare!
Oggi vi parlerò (e non cominciate a dire nooooo che ancora manco ho cominciato) del concerto di ieri sera di Vinicio Capossela. Vinicio mi è sempre piaciuto. La prima volta che ho sentito parlare di lui è stato in tv. Non ricordo bene se è un fatto vero o leggenda ma l'ho già raccontato talmente tante volte in giro che se pure fosse nessuno potrebbe coglierne la differenza. Grammy Awards della Musica di chi sa che anno... lui è tra i candidati e viene chiamato sul palco come vincitore. Passano 5, 10 minuti e non si presenta nessuno. Poi finalmente sale col cappotto addosso e la bottiglia di whisky in mano ciondolando alla grande. Mette la bottiglia nella tasca del cappotto, non dice niente, prende il premio e se ne va. Appena fuori inquadratura abbandona il premio per terra e riprende la bottiglia dalla tasca: un MITO.
Con queste premesse non potevo non sapere tutto di lui! Da allora è diventato uno dei miei cantanti preferiti. Ieri sul palco ha dato il meglio di se. Più che un concerto un vero show. Vinicio ha fatto un album straziante e si sa, quando è straziato da il meglio di se. Mi viene il sospetto che se fosse stato Brad Pitt o George Clooney non avrebbe mai scritto manco una parola. Invece manco per niente. Ha scritto, ha scritto... Ha scritto dell'amore non ricambiato (qui non deve aver fantasticato gran che), il proprio disagio nell'assuefazione alla quotidianità... sono ormai un vero e proprio marchio di fabbrica. Perchè "se è vero che oggi come oggi nessuno ha più autostima di sè.. allora cominciamo ad accontentarci di un po' di autosolidarità".
Il concerto è lunghissimo e lui va come un drago. Di autostima in realtà ne ha da vendere e si vede da un chilometro. Vinicio sul palco non è uno qualsiasi. Le maschere che indossa non ingannano nessuno: il minotauro, il burattino, il poeta... sono le stessa cosa. Passa con assoluta naturalezza da versi sublimi al pianoforte del '26 ("se è così vecchio ci si può fidare") a brani decisamente ironici per decrivere una giornata 'perfetta' o il paradiso dei calzini. Canta e beve che è una bellezza. Ma a lui tutto è concesso! A noi però ci viene una sete bestia. E qui si contempla il colpo di teatro.
Il poeta scende in sala prende una coppia e la porta in scena. Perchè bere da soli non è mai come bere in compagnia. Tutto giusto tranne la scelta dei personaggi. Vinicio non è Maria de Filippi e si vede subito che ha scelto di merda.
Imbalsamati da migliaia di occhi addosso, i 'fortunati' prescelti hanno l'aria di chi balbetta senza manco aprire bocca. Si muovono con la grazia di Luca Giurato e persino con l'applauso sono fuori tempo. La loro presenza si protrae sino alla fine dello spettacolo. I ragazzi cadono in uno stato di ibernazione e panico totale.
Mentre tutto il teatro attorno salta e balla quasi indemoniato sulle note della danza delle spade sti due restano immobili, inutili soprammobili, seduti senza manco respirare. E allora ben gli sta, Vinicio se li dimentica completamente! Chiude il sipario e saluta a modo suo la gente di Roma! "Daje 'Regà"! Giudizio CAPITALE? La capitale ringrazia! Grazie a te, burattinaio magico!
Anche finta ammirazione, complimenti falsissimi vanno benissimo.
Se volete scrivere cattiverie, allora... fatevi i fatti vostri!