La satira contro la mafia: una risata la seppellirà?
Tag:Antimafia, Peppino Impastato, SatiraAutore: Redazione
Segnaliamo questo appuntamento importante che vede impegnati alcuni degli autori che collaborano con noi… Giacomo Cardelli, Marilena Nardi, Staino e Pietro Vanessi.

Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato” con il sostegno di Addiopizzo, Casa memoria Felicia e Peppino Impastato, CESVOP, CGIL FLAI, Comune di Camigliano, Comunità Rut, Cooperativa sociale neWhope, Fondazione Don Peppe Diana, Movimento speranza provinciale, Sportello Legalità della Camera di Commercio di Palermo.
Il punto interrogativo è d’obbligo, ma è certo che la satira ha dato, e può dare, un contributo essenziale per demistificare il mito della mafia, depurandola dai luoghi comuni (su tutto quello secondo cui i suoi affiliati sarebbero “uomini d’onore”), ridicolizzandola e mostrandola per quella che è: un’organizzazione criminale, feroce e sanguinaria, e denudando i suoi rapporti con un potere troppo spesso connivente, capace di reagire solo di fronte ai grandi delitti e alle stragi, ma senza andare fino in fondo, perché si condannerebbe a un profondo, radicale, rinnovamento.
L’Onda pazza di Peppino Impastato e dei suoi compagni di Radio Aut ne è una dimostrazione e chi scrive si è provato a ripercorrere quella strada con Una ragionevole proposta per pacificare la città di Palermo, scritta dopo la strage del 9 luglio 1983, in cui caddero Rocco Chinnici, Salvatore Bartolotta, Mario Trapassi e Stefano Li Sacchi: una voce irridente e disperata, ma non arresa, da una città assediata e assuefatta, e poi con la collaborazione all’inserto satirico del giornale “L’Ora”, da troppo tempo scomparso senza lasciare discendenti e raccogliendo le note nel volume Mamilandia e dintorni.
Ora l’Agenda propone una succosa galleria di artisti, tra i più lucidi e corrosivi, con l’augurio che in un contesto segnato dalla volgarità e arroganza di marca berlusconiana e leghista, un’antropologia della barbarie postmoderna, la satira possa aiutarci a chiudere questa pagina desolante della storia d’Italia e ad aprirne una nuova.
Gli autori che hanno accolto il nostro invito e che ringraziamo:
Allegra, Armentaro, Audisio, Bertolotti e De Pirro, Biani, Bonfatti, Calandi, Cardelli, Carino, Castellani, Ceccon, Ciantini, Contemori, Corvi, Creanza, De Angelis, Della Bella, Donarelli, Fasan, Ferrari, Frago, Franzaroli, Fricca, Frosini, Gióx, Giuliano, Grillenzoni, Melanton, Migneco e Amio, Minoggio, Mora, Nardi, Natali, Natangelo, Olivieri, Origone, Presciutti, Ricciardi, Scalia, Scapigliati, Spezi, Squillante, Staino, Superbi, Tartarotti, Vanessi.
Proposta di Giuseppe Scapigliati.
Ha curato la raccolta delle vignette Giovanni Carbone.
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