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Un viaggio in India

Un viaggio in IndiaData PubblicazioneData:

[4.9.2006]

AutoreAutore:

Il Puma

TAGSTAGS:

India, Viaggio in India, Cultura Indiana, Cucina Indiana

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Il nostro caro Puma all'aeroporto ha sbagliato GATE e al posto di raggiungere il resto della redazione a Londra è sbarcato in India...

Cari lettori,
vi riporto qui di seguito una summa della mia esperienza di viaggio in India. Ad ogni buon conto rimane sempre una lista di utili indicazioni per eventuali viaggi.

Gesti:gli indiani scuotono la testa lateralmente per annuire. Contrariamente a tutto il resto del mondo danno un senso opposto a quello che un gesto universale. Se non siete a conoscenza di questo particolare le incomprensioni potrebbero essere molte. Penso possa derivare da questo il famoso detto “fare l’indiano”. Gia’ alla dogana quando chiedete al prode doganiere se e’ tutto ok con il visto e se potete andare, questi , accarezzando la pistola carica, vi guarda con sguardo fisso e scuote la testa lateralmente. Allorche’ tu aspetti che ti spieghi o dica qualcosa e nel contempo lui pensa “ma guarda sto deficiente...gli dico di andarsene e rimane qui”. In questo stato di sospensione spazio temporale in cui lui oscilla il capoccione e tu pensi che gli verra’ l’artrosi primao poi, si possono passare anche dei quarti d’ora. Altro esempio e’ quando si spiega qualcosa ed alla fine si chiede: “e’ tutto chiaro?” E loro...scuotono la testa. Allora tu chiedi cosa non sia chiaro...e loro dicono “niente”. Anche adesso che ho fatto questa scoperta vi confesso che ho rischiato la rissa almeno un paio di volte
Traffico: sulle strade indiane vige il regime della catena alimentare: il pesce piu’ grande mangia il piu’ piccolo. Se come me, salite a bordo di un Jeepone 9 posti, l’autista ha licenza di investrire chiunque, non dare precedenza, al limite anche fermare auto e moto con l’imposizione delle mani. Il mio (che ho poi scoperto e’ detto il killer) aveva sul cruscotto un coltello incastrato per la lama ed accanto una serie di tacche. Dopo pochi km i miei sospetti sono stati confermati, era un’emulo del Barone Rosso e riportava il numero dei pedoni investiti. I sopprusi che si perpetuano per le strade sono sempre sottolineati da energiche strombazzate: all’ingiustizia si aggiunge anche lo sberleffo. Sospetto esista una legge che preveda in caso di incidente che chi ha suonato prima abbia ragione.

Autisti: ce ne sono di due tipi: il modello base che sa dire “yes, sir” e il modello executive che sa dire “yes, sir”e “sorry I don’t speak english”. Mentre con il secondo modello potete quanto meno provare a coumicare gesti, con il modello base rischiatedi non riuscire a tornare in albergo
Cibo e digestione: contrariamente a quanto si crede, il cibo indiano e’ molto buono. Se siete soggetti delicati vi consiglio di portarvi qualche tubetto di preparazione H. Spezie e pepe la fanno da padrona. E’ inuitile che si richieda “no spicy, no hot”. Hanno nel DNA il piccante e trovano insipido il nostro cibo.
A fine pranzo, per fare i complimenti allo chef, e’ solito un carosello di rutti e rigurgitini.
Sono ammessi tutti gli stili, solo in presenza di occidentali e sopra gli 80 dB capiscono che esagerano e si scusano dopo la magistrale esecuzione.

Gentilezza: gli indiani sono oltremodo gentili, sorridono sempre e ti salutano tutti. Nell-hotel dove sono stato in un pomeriggio son passati 4 volte nell’ordine a chiedermi se andava tutto bene, se volevo ilkit della buona notte ( cioccolatino, rosa sul cuscino e lumino nel bagno), a portarmi la frutta, poi di nuovo a chiedermi se andava tutto bene. Avevo preparato un secchio pieno d’acqua sopra la porta se fossero venuti la quinta volta. Gli e’ andata bene

Dimensioni: dimensionalmente sono piu’ piccoli di noi o quanto meno del sottoscritto, questo determina dei problemi coi letti (o i piedi di fuori o coperto fino all’ombellico) con le scarpe (oltre il 45 sei considerato deforme), con le scrivanie e le sedie (sembra di essere dentro quelle da 45 euro dell’Ikea)
Baffi: indistintamente presenti su uomini e donne
Monili: anche se vivono in capanne di cenci hanno tutti gioiellazzi di oro 24 carati. E’ una specie di investimento meglio di quelli in banca. Il grado di ricchezza e di rispetto e’ valutabile in base al numero di anelli presenti alle dita. Per l’uomo la doppietta di anelli anulare mignolo e il nonprusultra della sciccheria.

Insomma per concludere posso considerare positiva questa trasferta in India,ma che sogno due sagne ‘ncannulate cu tuttulu core
 




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