L'effetto farfalla

Data Pubblicazione:
[5.7.2006]
Autore:
Giacomo
TAGS:
Effetto farfalla, Battito delle Ali, Scienza, Esperimento
Si racconta che il 29 dicembre 1979, il fisico e metereologo Edward Lorenz presentandosi alla Conferenza annuale della American Association for the Advancement of Science, esordisse con una una straordinaria quanto affascinante relazione in cui ipotizzava che: a partire da un evento apparentemente insignificante, come il battito delle ali di una farfalla in Brasile, a seguito di eventi da esso innescati, quel battito innocente fosse in grado di provocare a distanza di tempo una tromba d'aria nel Texas. A questa tipologia di
fenomeni fu dato il nome di: Butterfly Effect, effetto farfalla.
Carissimi lettori di nonsai, chi vi parla non è un profano su questi argomenti. Si racconta infatti che il Venerdì 17 Luglio 1998 il laureando Giacomo S. (Ogni riferimento a fatti cose persone animali, come pure quello che ho scritto nella mia tesi, è puramente casuale) presentandosi davanti a una commissione di laurea con camicie dalle ascelle pezzate, scoglionata dalle cazzate sentite fino allora e desiderosa solo di abbandonare quell'aula per dirigersi verso deserti tropicali...
...di fronte a quella commissione, col cuore impavido di Braveheart, sentii il mio relatore che, con un accento barese ubicabile tra i quartieri Poggiofranco e S. Pasquale, annunciava una tesi dal nome altisonante, la mia: "Simulazione Numerica di Flussi non isotermici e Sviluppo del Software", per nulla turbato il presidente della commissione prontamente mi intimò: "Mi raccomando si attenga ai tempi, ha soltanto 10 minuti".... E io che tra me e me sommessamente pensai: "Un pò di rispetto, Kitemmurt!!"...
A questo punto mi direte voi, ma che c'entra l'effetto farfalla con questa storia? Sono certo che dopo aver letto tutto questo articolo capirete che la farfalla c'entra sempre e comunque. Io, nella mia vita, ho capito che sono due gli animali che rivestono un ruolo fondamentale nella nostra esistenza: La Passera e la Farfalla...
Scoprii l'importanza della Passera quando avevo diciassette anni, ma sono certo che su questo argomento ne sapete più di me... Scoprii l'importanza della farfalla molto tempo dopo, proprio quando stavo per laurearmi, e non provate a chiedermi quanti anni avevo, che indiscreti! L'età di un fuoricorso che si laurea è argomento molto intimo, mica parliamo di quando perdi il primo dentino o la verginità...
Facciamo un passo indietro, la tesi sperimentale mi fu assegnata sotto l'egida, dell'IRMA, non trattasi purtroppo di una meretrice bolognese, ma dell'Istituto Ricerche di Matematica Applicata del CNR . Mi diedero un sistema di equazioni differenziali alle derivate parziali, un modello di fluidodinamica: una sezione bidimensionale di un fluido,
da simulare: correnti e distribuzione delle temperature... Vi ho rotto il cazzo lo so! Chiudo la tesi da cui sto copiando e visto che siete cozzali provo a dirlo a parole mie: Quello che dovevo fare è prendere a modello un qualcosa che contiene liquido, immaginate ad esempio una piscina, e creare un programma che simulasse al calcolatore il fluido in movimento e la sua temperatura nei vari punti...
Alle prime simulazioni accadde il dramma: I risultati erano assurdi: Moti vorticosi del fluido, distribuzione anomala delle temperature, etc.... Eppure i calcoli erano corretti, Qualcosa non andava... erano le condizioni iniziali: Dovevo trovarne di significative che rispecchiassero il modello reale...
Adesso avete capito cosa c'entra la farfalla vero? La farfalla aveva sbattuto le ali nel posto sbagliato proprio all'interno della mia simulazione... ed io che ero il Dio di quel microcosmo fatto di byte e teraflops, avevo il dono divino della riproducibilità degli eventi, dovevo capire dov'era, rimuoverla e far si che le cose andassero per il verso giusto. Se non l'avessi fatto quella farfalla avrebbe sbattuto le ali anche nella mia vita, perchè senza risultati significativi la tesi sperimentale perde di significato, e senza tesi non ti laurei, e senza laurea etc. etc... e alla fine ti ritrovi col Tornado nel Texas!
"E' finita!" pensai, "Non ne uscirò mai...", accesi la radio per
distrarmi e mi trovai ad ascoltare per caso una canzone di Ruggieri: "Giorni Randagi", proprio nel punto in cui fa: "....Non mi fermo piùùù, adesso che ho toccato il fondo, questo mondo fugge via forse lo raggiungeròòò...." Ero forse io che avevo toccato il fondo, stavo quasi li a commiserarmi... quando rimuginavo... il fondo, il fondo, il fondo... "IL FONDO CAZZOOOOO!!!!!!!!!!!!" erano sbagliata la condizione iniziale sul fondale di quella piscina virtuale, una inezia, ma che aveva mandato a puttane tutte le mie simulazioni....
Inutile dire che con le condizioni corrette, tutto funzionò a
meraviglia, riuscii a laurearmi con 110 e lode, ricordo che tutti i
presenti battevano le mani e che tutte le farfalle fuori dell'aula
sbattevano le ali, ma che a me me ormai non ne sbatteva più un cazzo, ma ciononostante, chi mi conosce sa che ancora oggi quando vedo che le cose vanno male dico sempre che è colpa di una farfalla che ha sbattuto le ali, e quando guardo alle farfalle così piccole pensando ai danni che possono fare con semplice un battito d'ali mi chiedo: "Pensa se lo fanno le Passere!!".
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