LOn. Bindi scoperta con un trans. Si dimette il trans

Data Pubblicazione:
[25.10.2009]
Autore:
Maurizio Fei
TAGS:
Trans, Politica, Scoop, Dimissioni, Satira
Quattro mele marce, tre pere irrancidite e sette banane spappolate. Così ilgenerale Del Monte ha definito i sette carabinieri che la sera del 25 ottobre
hanno fatto irruzione in un lussuoso appartamento di via Gradoli, in Roma, armati di cinepresa Arriflex 35 mm, due fari alogeni da 1000 watt e una sedia da regista. La scena che si è presentata agli occhi dei militari è a dir poco agghiacciante: lon. Bindi, vestita solo del sospensorio, è in atteggiamento equivoco con una trans brasiliana di nome Giulia (in realtà si chiama Frida, ma ci ha pregato di usare uno pseudonimo per mantenere lanonimato). Giulia è alta un metro e ottanta, porta la quarta di seno, ha la pelle ambrata e gli occhi violacei per via di una cura ormonale sbagliata, ma soprattutto sfoggia un cioccolatino (come ama lei stesso definirlo) di 28 cm di puro piacere, un Ferrero Rocher formato comitiva, che la mitica signora in giallo della vecchia pubblicità avrebbe senzaltro gradito.
La transessuale ha più volte negato i suoi rapporti con lon. Bindi, continuando a ripetere che è solo una bufala. Le immagini però parlano chiaro, sono nitide e ben girate, ottima la fotografia e superlativi i costumi, tanto che il film, acquisito dal Ros, sembra sia stato già selezionato per la Quinzane des Réalisateurs al Festival
di Cannes. In Italia sarà vietato ai minori di 18 anni e trasmesso solo in tarda serata su Sky Pay per View.
Nel filmato si vede lon. Bindi scagliarsi contro i carabinieri urlando: Non sono una donna a vostra disposizione.
Parlate col mio impresario. In realtà come è stato successivamente appurato non si tratta affatto dellOn. Bindi, ma della sua controfigura, mestiere pericolosissimo e assai poco remunerato. La palazzina di via Gradoli è tristemente nota per lo scandalo del presidente della regione Marrazzo di qualche giorno fa e per essere stata nel 1978 la prigione di Aldo Moro; ma
pochi sanno che proprio in quel palazzo nel 1990 fu consumato il delitto di via Poma e che nel 1939 ospitò Leonarda Cianciulli, nota come la Saponificatrice di Correggio.
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