La teoria della linea dritta

Data Pubblicazione:
[16.2.2005]
Autore:
Giacomo Schiavone
TAGS:
Teoria della lina dritta, Riflessioni, Libero Arbitrio
"Vlad aveva ragione. Non c'era scelta.
Niente, la vita è come una linea dritta.
L'illusione arriva di seguito quando ti chiedi: "Perchè Io?","E se magari..."
Quando ti guardi alle spalle e rivedi le scelte che non hai fatto
come fossero i rami di un bonsai sfrondato o di un fulmine biforcuto.
Ma se tu avessi fatto una sola scelta diversa adesso non saresti lo stesso tu, sarebbe qualcun'altro a guardarsi indietro e a porsi
domande di tutt'altro tipo."
Liberamente tratta dal videogioco: "Max Payne 2 - The Fall of Max Payne" 3° Parte - Cap. 7
Può sembrare paradossale che in un videogioco si possano ascoltare riflessioni sul libero arbitrio come quella appena citata...
Ma forse non esiste niente di meglio di un videogioco per esprimere questo concetto: immaginate il essere personaggio di un videogame il cui obiettivo è: portare a termine una determinata missione, sfuggire al pericolo, scovare ed eliminare i propri nemici, salvare la donna amata e soprattutto restare vivi...
Chi controlla il personaggio siamo noi muoviamo il mouse per spostarci, il tasto sinistro per sparare, la barra spaziatrice per saltare, siamo noi che decidiamo cosa fare, siamo noi artefici volontari o involontari del suo destino.
La storia descritta nelle righe di codice di un videogioco non è decisa come quella raccontata dalle pagine di un libro. L'episodio di un videogioco possiamo ripeterlo centinaia di volte, ed ogni volta basterà cambiare un solo movimento, una sola azione, una sola decisione diversa per far si che il modello matematico descritto nella righe di quel codice, ci proponga una sequenza di eventi, ogni volta, differente.
Non è questa una metafora perfetta del libero arbitrio? Allora dov'è l'inganno di cui si parla nella riflessione iniziale?
L'inganno è che nella nostra vita noi non giochiamo al di fuori, ma siamo dentro, siamo il personaggio, e chi ci controlla sono gli eventi esterni qualcosa che non possiamo controllare, e come noi agiamo è il frutto di questi eventi, oltre di leggi ed equazioni che governano il tutto.
Adesso è chiaro il significato della frase "Ma se tu avessi fatto una sola scelta diversa adesso non saresti lo stesso tu, sarebbe qualcun'altro a guardarsi indietro e a porsi domande di tutt'altro tipo..." è chiaro ed anche inquietante. Le nostre scelte cambiando gli eventi cambiano anche noi, cambiano i nostri pensieri che poi è quello che noi siamo. Ma anche quelle stesse scelte che ci hanno cambiato sono state determinate da altri pensieri e altri eventi precedenti a loro volta indotti da precenti scelte e così via andando a ritoso, fino al nostro primo vagito e forse a pensarci bene neanche questo è stato una nostra scelta.
L'altro giorno ho visto il film "La vita che vorrei", e già il titolo è emblematico, quasi a conferma di quanto detto in precedenza: "La vita che vorrei" è diverso da "La vita che voglio" e uno dei personaggi diceva qualcosa del tipo " ...ma come fate a dire che non è la vita per me, che dovrei cambiare, come se qualcuno la vita se la potesse scegliere..."
Ma se è così uno allora si dovrebbe anche chiedere: "Ma che meriti e che colpe io ho di quello che sono e di che ho fatto della mia vita?
E l'illusione dei rami sfrondati? dei fulmini biforcuti? di tutte le strade che non sono state che non ho percorso?" La risposta è semplice: "Nessuna colpa, nessun merito". E il libero arbitrio? E il famoso detto "Volere è Potere"? Tutte cazzate...
E' veramente tutta un unica sola linea dritta.
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