Lettere a un cretino


Data:
[2.2.2006]

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Lettere a un Cretino, Letteratura, Libri, Recensione
E' arrivato il momento di arricchire la vostra libreria di una nuova perla. Lo abbiamo letto per voi...e stavolta è pure un libro recente!
Dal momento che finalmente la redazione mi ha pagato lo stipendio di Marzo 2004...sì, sono un po'comodi...(non cominciamo a spacciare notizie false e tendenziose che qui non becca una lira nessuno...N.d.R.) ho deciso di sfornare un articolo fresco fresco sul libro che tutti avremmo voluto scrivere.
Purtroppo (o per fortuna) ci ha pensato Adriana Libretti con un bel po' di anticipo. La sua è una breve raccolta di lettere intotolata, appunto, "Lettere a un cretino". Cretino?!? Sì, sì.. cretino!
E non ditemi che non sapete cosa sia un cretino, al massimo non siete stati "abbastanza" fortunati nella vita da incontrare tutte le tipologie di cretino... e sono davvero tante!
Cretino seduttore, cretino artista, cretino sportivo, cretino mistico... la Libretti li esamina con assoluta ironia e sarcasmo. Chi sa quanti ne avrà conosciuti... lei!
Il suo racconto è costruito intorno alla figura di maschio amato-amante, narrato da una voce di donna diversa da lettera a lettera, arguta e disarmante.
Ma chi sono questi uomini? E soprattutto, come sono questi uomini? Perchè è così difficile a volte capirsi? Quante volte avremmo voluto dire quello che la testa urlava ma poi non lo abbiamo fatto, se no sai quante urla?
Tante sensazioni, milioni di pensieri ed emozioni ma la sostanza è sempre la stessa: IL CRETINO.
"Caro Plantigrado, fa molto caldo in casa...quasi trenta gradi... sto cominciando a sudare a causa della cocente delusione... persino la palla d'oro che stringo tra le dita è sudata... ora vado a correre per dare un senso al mio sudore" e poi "Carissimo, hai ragione, io ti vorrei in esclusiva...
All you need is love?... Yes!" e ancora "Caro, è per te... ti allego la ricetta del BISCOTTO D'AMORE... il biscotto d'amore spesso non tiene la cottura. Si sforma, non lievita, diventa
indigesto. Unico accorgimento: usare (sempre e solo) farina del proprio sacco!"
Queste lettere, le tante lettere del libro, sono il segno tangibile che, come scrive Dacia Maraini nella prefazione, "si può o si dovrebbe essere capaci di amore anche con allegria!"
Concludo come conclude la scrittrice: "Cari cretini, sto per congedarmi. Nè voi nè io abbiamo corso pericoli. Le parole difficilmente uccidono.Come raggiungervi se non così?Dai, prestiamoci un po' di attenzione! E' un prestito senza interessi, che potrebbe anzi fruttarci assai..."
Arrivederci al prostimo stipendio... (E ridaje...N.d.R.)
Anche finta ammirazione, complimenti falsissimi vanno benissimo.
Se volete scrivere cattiverie, allora... fatevi i fatti vostri!