15 aprile 2010 Letto 5 volte

Alla mostra di De Chirico

 
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Siamo stati a Firenze a Palazzo Strozzi per l’attesa mostra di Giorgio de Chirico, maestro della pittura metà-fisica e metà-psicologica. A noi c’è sempre piaciuta la metà fisica e ci mancherebbe…

"De Chirico"

"Prezionsa tela del Maestro De Chirico"

L’idea si è abbattuta sulla mia testa come una mannaia. Perchè non andiamo a Firenze a vedere la mostra di De Chirico??? Di Chiii????
Ma PennaBianca, l’intellettuale del gruppo, sa sempre come prendermi. Tu che sei una persona di una certa Qultura, non mi dire che non lo sapevi che c’era questa occasione.
E che non lo sapevo? Ma se io da mo che stavo controllando gli orari su intenet, i treni da prendere, gli alberghi da prenotare… e ora è tutto pronto… vero?
Siamo pronti per questa esperienza indimenticabile? Ti prego, non mi dire che la mostra è chiusa al pubblico perchè non lo sopporterei…

Sono stato prontamente rassicurato. Non preoccuparti ho appena controllato io, non c’è nessun impedimento. Anche se devo dire, la partita della Fiorentina contro l’Inter ha reso molto più difficili le cose.
Come? Vuoi dire che c’è LA PARTITA e noi… andiamo alla mostra di De Chirico??? E lei: pensa che fortuna, hanno prenotato tutti gli alberghi vicino allo stadio ma non quelli vicino a palazzo Strozzi. Così possiamo andare alla mostra addirittura a piedi! Forte no???

Effettivamente una bella fortuna. Alla faccia di tutti questi craniolesi che si eccitano dietro a un pallone. E mentre lo dicevo trattenevo le lacrime e cercavo di escogitare un piano B.
Ho visto tutti i collegamenti dallo Stadio a Palazzo Strozzi, e ho pensato che simulando una colica un’ora prima della partita avrei potuto mandare avanti PennaBianca al museo per poi raggiungerla alla fine della partita. Giusto in tempo per vedere insieme le ultime tele.
Ma non è servito a niente. Aspetto con te, lo sai che le mostre di pittura sono più interessanti se ci si scambia le proprie impresioni davanti alle opere. Che non lo so???

Abbandonati i sogni di gloria e attraversata una città brulicante di cortei, bandiere, cori, entusiasmo, febbreeeee…. ci siamo presentati a Palazzo Strozzi. Era praticamente vuoto. Solo noi due.
Hai visto che idea geniale! Sono tutti allo stadio! Noi invece qua… PennaBianca quando si tratta di mettere il dito nella piaga, non si priva della gioia di andare in profondità.

Che culo! Cominciamo subito dai, via il dente via il dolore… Alla biglietteria con un abile mossa ho preso l’audioguida. Ma mica per De Chirico. Nooooooo! Mi dava la possibilità di tenere l’auricolare della radiolina, senza destare nessun sospetto!
Sono o non sono un genio del crimine? La mostra è stata molto combattuta, a dispetto di un arbitraggio a mio vedere scandaloso. La metà fisica ha ancora una volta preso il sopravvento sulla metà psicologica, perchè come diceva qualcuno, chi ci capisce niente del cervello della gente?

Sfortunatamente però, non avevo previsto tutto. Alla fine della mostra PennaBianca mi ha inchiodato alle mie responsabilità pretendendo un dibattito sulla metafisica e sulle opere che abbiamo ammirato.
E che stiamo al dopo-festival? Ho cercato di sviare… Non c’è stato nulla da fare. C’ho messo del mio e ho provato a ricostruire in un minuto un intero movimento pittorico, il più importante del ventennio…

Ho schiarito la voce e mi sono avviato come il condannato va al patibolo. Giorgio De Chirico, maestro e iniziatore della pittura metafisica era un omosessuale latente.
Preso sin dalla tarda adolescenza dalla sindrome di Dolce e Gabbana ha ripetutamente disegnato e costruito manichini che vanno interpretati in questo senso come un’intrinseca esigenza dell’autore di esternare il suo disagio interiore.
De Chirico, Giorgione per gli amici, non aveva il coraggio di dirlo ma lo disegnava esplicitamente. Se il manichino di spalle alla scena sulla tela è un simbolo onirico della saggezza del pittore e dell’uomo, allora perchè lo disegna con le tette???

Capisco che forse non era un grande esperto di erotismo, però… E poi, un altro indizio forte e concordante, è il volto degli uomini. Giorgione disegna sempre i maschi senza le pupille, perchè lo sguardo non va rivolto alla nuda facciata delle cose ma all’interno dell’uomo stesso. E chi è che vuole vedere gli uomini da dentro se non gli omosessuali? Avrei capito questo ragionamento sulle donne, ma niente. E poi dico io, sei un pittore famoso… e manco una donna nuda fai?
Avrebbe potuto tranquillamente giocarsi sta scusa per invitare decine e decine di femmine in cerca di notorietà e farle mettere in posa senza mutande ma niente. Un amico mio che ha appena comiciato con la pittura, appena si è comprato il cavalletto ha subito invitato a casa sua delle colleghe per dipingerle nude. E tutte gli hanno detto che è un porco. Ovvio! Ma almeno nessuna potrà dire che è gay!

Infine l’ultimo indizio che denota la sua omosessualità è legato all’aspetto urbanistico delle scene rappresentate.
Cosa mi rappresentano tutti quei campanili, torri, obelischi e cefali vari che non mancano mai e che mette pure dove non ci dovrebbero proprio stare? Questa ricerca del cefalo, comunque e dovunque non lascia spazio ad altre interpretazioni. Avete mai visto un campanile in una stanza? O un faro in piena campagna??? Che vi avevo detto??? Mo vi siete convinti?

Completerei questa approfondita analisi sottolineando il carattere ludico e giocherellone dell’artista. Appassionato di scacchi non si è lasciato pregare inserendo una scacchiera in tutti i suoi dipinti.
In particolare, nel periodo Parigino, non se la passava benissimo e vendeva i suoi quadri in piazza, al mercato. Siccome non se li comprava nessuno aveva un sacco di tempo libero da passare in qualche modo.
Da qui la geniale idea di dipingere una scacchiera su ogni tela, in maniera tale da usare il quadro stesso come base per una partita a scacchi con gli altri sventurati del mercato. Se miracolosamente vendeva il quadro, ne faceva subito un altro sempre con la scacchiera… e finalmente adesso sappiamo tutti il perché!

EPILOGO:
Inutile dirvi che PennaBianca, non è rimasta particolarmente colpita dalla mia disquisizione. Ma si sa, le femmine sono fatte così. Si fermano sempre all’apparenza. Pensano che gli uomini siano un libro aperto e ci giudicano dopo 2 minuti.
Invece noi uomini siamo completamente diversi. Le donne le vogliamo conoscere assolutamente dal “di dentro”, e siamo molto più attratti da quello che della donna non si vede e non quello che si vede. Tutti, metafisici a parte!

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