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Inland Empire

Inland EmpireData PubblicazioneData:

[28.2.2007]

AutoreAutore:

Giacomo

TAGSTAGS:

Cinema, Film, Recensione

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Siamo tornati nelle sale per una nuova imperdibile recensione! E' un film di Lynch, mica di un fesso qualsiasi!

Carissimi cinefili di nonsai,
ci sono prime visioni dalle quali non possiamo esimerci...
ci sono pietre miliari del cinema che quando ti colpiscono all'altezza dell'encefalo, lasciano il segno...
Ed è per questo che ci siamo sacrificati per voi e ci siamo sottoposti ad una delle più introspettive visioni dai tempi di "Gola Profonda", l'ultimo capolavoro del genio visionario David Lynch: "Inland Empire - L'impero della mente". Questa è una prova che sicuramente non si può affrontare da soli, e la compagnia deve essere ovviamente all'altezza, roba da giuria dell'orso d'oro di berlino, o da festival di cannes, o da festival delle canne di Amsterdam...
Ed è così che accompagnato da...

Daniela:
Film Preferito: Save the Last Dance
Attore Preferito: Jim Carrey

Giulia:
Film Preferito: Troppo Belli
Attore Preferito: Costantino
Guido (detto er ciufolo)
Film Preferito: Scuola di Polizia 7
Attore Preferito: Ricky Menphis

...siamo entrati in una sala quasi vuota di uno degli ultimi cinema d'essai di Milano, e con un certo snobismo intellettuale e atteggiamento critico siamo andati a sederci lontano dai pochi presenti, come se i soli pensieri altrui potessero disturbarci.
Fra il pubblico una procace diciottenne della "Milano da fare"... ehm bere... e due probabili abituè del centro sociale Leoncavallo.
La prima impressione critica (pre-visione) der ciufolo è stata: "A me l'impero daaa mente me ricorda tanto l'impero dei sensi" alla quale sono seguiti 14 secondi di attonito silenzio, seguiti ancora da un acceso dibattito di 2 minuti e 14 secondi sul tema:
"Possibile remake lynchiano dell'opera di Nagisa Oshima", per fortuna poi è cominciato il film...
Il film, fin dai primi istanti, ci immerge in una disorientante sequenza di eventi ai quali tuttavia è conferita una lieve parvenza di racconto, questa maschera di linearità si sgretola inevitabilmente di fronte al continuo incedere fra mondi paralleli, salti temporali e la rappresentazione di universi che si contengono come fossero matrioske...

Gli effetti sul pubblico non tardano a farsi sentire:
I pochi, fra i presenti, rimasti ancora cerebralmente illesi cominciano a pianificare i primi tentativi di fuga, le scuse sono dalle più futili e banali: "Devo andare in bagno...", "Vado a comprare le sigarette...", alle più creative: "debbo spostare la macchina che l'ho lasciata proprio davanti al Duomo...". Inutile dire che nessuno di loro tornerà mai più in sala...
Ma la storia, a volerla proprio cercare (tanto per giustificare i 7,50 euri), c'è...
ed è affidata alla straordinaria interpretazione di una strepitosa Laura Dern, che con la sola espressione del viso riesce a farci capire se trattasi di scena drammatica o trattasi di scena humor...
E infatti alla fine, pare trattasi (opinione di 3 su 4) di film drammatico, convinzione basatasi sulla presenza di scene di sangue e urla (pare drammatiche), ma basatasi soprattutto da una rapida occhiata alle espressioni degli spettatori...

Il film procede, fra analogie, parallelismi, sillogismi, metafe per oltre due ore... Giulia vorrebbe andare al bagno ma temiamo una fuga o peggio un suicidio e la tratteniamo con la forza alla sedia, Daniela mi chiede cosa rappresenta quella scena della famiglia in cui tutti hanno delle teste di coniglio e fanno affermazioni senza senso. Non sapendo cosa rispondere, ma volendo mantenere intatta la mia fama di cinefilo colto, fingo superiorità, accenno un sorrisetto ironico e le dico: "Ma dai!! è la classica metafa iconoclastica!"...
Lei non volendo apparire da meno dice: "Aahh è vero!"
Non so come ma, dopo 172 minuti, riusciamo ad arrivare alla fine del film...
Sui titoli di coda mi tocca svegliare Er Ciufolo che colto da crisi mistica applaude, inneggiando al regista come fosse a un gol di Totti e facendoci fare una immane figura di merda...

Per riprenderci, usciamo con aria soddisfatta, usando nei nostri discorsi la parola "capolavoro" con la stessa media con cui Al Pacino diceva "vaffanculo" nel film Scarface... tra la gente che esce osserviamo una signora di circa ottantanni che ipotizziamo essere la procace diciottenne vista all'entrata, vediamo uscire anche i due assidui frequentatori del centro sociale Leoncavallo che molto probabilmente per il teorema delle canne parallele e il principio di sovrapposizione dell'ashish rispetto ai film di Lynch sono convinti di aver visto un normalissimo thriller...

Consiglio ai potenziali interessati: Negli istanti immediatamente successivi alla visione di questo film preparatevi un giudizio che sia convincente almeno per voi, giusto perchè sarebbe troppo scontato dire che in tre ore di film non avete capito un cazzo, come sarebbe troppo scontato dire che è un capolavoro, anche perchè poi vi chiederebbero il perchè...
 




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