In bianco e... nero


Data:
[26.1.2008]

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Film, Cinema, Fabio Volo, Recensione
E' la storia di Carlo e Nadine, il nuovo film di Fabio volo l'abbiamo visto per voi... ma anche un po' per noi!
Il bianco e nero è un film che accontenta tutti, ed è uno splendido compromesso tra chi come me è un cultore delle commedie trash anni 80 e chi invece ha appena rinnovato l'abbonamento al cineforum dove proiettano tutto il meglio del cinema polacco.
Il film comincia subito con una sorpresa, perchè a dispetto del titolo é A COLORI. Questo insignificante imprevisto si rivelerà tra le emozioni più forti dell'intera proiezione. La regista della commedia è Cristina Comencini, figlia del famoso regista Comencini (meglio non perdere tempo, immagino che molti di voi staranno strizando l'occhio chiedendosi "Dove l'ho sentito sto cognome Comencini...") che con questo è al nono film! Col "seno" di poi (mai parola fu più appropriata), ora ve lo posso dire, non oso immaginare il primo!
Tra i volti noti, Ambra Angiolini (della famosa dinastia Napoletana degli Angiolini di cui spesso e volentieri ricordiamo solo il capostipite 'MASCHIO') e Fabio Volo che rispetto a quando si masturbava nel cesso della banca del seme in "Manuale d'amore 2" qui passa dall'immaginazione alla pratica. Il ruolo della "pratica" è interpretato dalla bella modella senegalese Aïssa Maïga che in un certo senso è la vera protagonista del film. I suoi occhi scuri, il suo sguardo da pantera, le sue movenze feline. Si vede che la ragazza E' PIENA DI SE, è bellissima ed elegantissima. Gli abiti che indossa sono veramente azzeccati non tanto per la bellezza in se per se quanto per la vestibilità. Insomma mi ha colpito un casino la sua recitazione.
Se il concetto non fosse abbastanza chiaro, io starei volentieri a parlare ore e ore dell'argomento ma così correrei il rischio di non riuscirvi a spiegare bene la trama per quanto è fitta di intrecci e colpi di scena! Carlo (Fabio Volo) è sposato con Elena (Ambra). Nadine (la panterona) è sposata con un mandingo senegalese di nome Bertrand (Eriq Ebouaney), e per quanto possano essere nascoste le doti di quest'uomo secondo me per lui è TOTALMENTE SPRECATA.
Nadine, dicevo, ha una sorella che fa la parrucchiera ed è a sua volta sposata con un Supermandingo senegalese che non si capisce bene cosa fa, ma si capisce solo che lo fa con tutte e che nell'approccio non ha bisogno di puntare sulla dialettica. Le coppie scoppiano e quasi quasi si scambiano. Alla prima tetta di fuori ululati in sala. La tensione cresce. Lo spettatore incomincia a sudare e a vedere l'Africa con occhi diversi. La prossima volta che gioco a Risiko L'Africa la voglio assolutamente conquistare pure se nell'obiettivo c'ho Nord America e Oceania. E' sempre stata così vicina, eppure a volte sembra così irraggiungibile. Che sia questo il messaggio mal celato della regista?
L'integrazione razziale è una conquista a cui ciascuno di noi deve ambire. E non l'integrazione di facciata tipo finti sorrisi e poi ognuno a casa sua, ma quella vera, totale, a 360 gradi (4x90). Vi garantisco che da questo punto di vista il film ha funzionato. Tutti noi infatti, almeno per un momento, abbiamo sentito quasi l'esigenza fisica di INTEGRARCI con Nadine...
Il film va via così, a seconda del'inquadratura sospiri e rantolii del pubblico femminile oppure ululati maschili seguiti da schiaffoni femminili.
La storia, nonostante il tradimento Fabio (chiamalo fesso) descrive l'attaccamento ai valori più profondi della vita, l'amore per la famiglia e per i bambini. Fabio e Nadine amano i loro figli, e questo va inteso in senso lato, cioè non solo come prodotto finito ma anche sopratutto nella fase di manifattura. La lingua batte dove il dente duole, insomma vi consiglio di andare a vederlo
Anche finta ammirazione, complimenti falsissimi vanno benissimo.
Se volete scrivere cattiverie, allora... fatevi i fatti vostri!