Patata (o patate) al forno


Data:
[11.3.2010]

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Ricette dei single, Ricette e Humor, Patata al forno, Cucinare le Patate
Era molto tempo che non parlavamo più di cunina. Presi dai fatti quotidiani di attualità, escort, massaggiatrici,ecc. ecc. abbiamo scelto una ricetta a tema: LA PATATA AL FORNO.
Prendete le patate dal sacchetto che sta sul balcone. E' quello giallo che sta dietro al cartone grande. Non potete perdevi su un balcone di 2 metri quadri, se non trovate le patate l'intera ricetta è a rischio perchè si chiama Patate al Forno e vi dico subito che sarà difficilissimo convincere i vostri ospiti che le patate mancano per una vostra precisa scelta.
Chiamate qualcuno per aiutarvi a trovare le patate. Non perdete la calma. A volte capita di dover fare di necessità virtù. Il balcone, questo sconosciuto, erano anni che dovevate metterlo in ordine...
A questo punto controllate se per caso involontariamente le patate sono finite (da sole) nella borsa del calcetto. Fate evaporare la borsa, se l'odore di morto persiste per oltre 30 minuti, chiamate gli artificieri, potrebbe essere rischioso.
Una volta entrati in possesso delle patate il più è fatto. Avete un forno? Se sì, procedete a sbucciare le patate. Se no, cambiate subito ricetta, ad esempio fate una bella insalatona, che la mangiano tutti ed è pure più leggera...
Le patate opporranno un po' di resistenza ma voi procedete con la scelta di un coltello che taglia. Attenzione, se sbagliate coltello, ci metterete 6 giorni per finire il lavoro lasciando quintali e quintali di patata attaccata alla buccia. Si sa, la patata al giorno d'oggi è un peccato buttarla via così. Se proprio siete avvezzi a questo spreco, mettetevi una mano sulla coscienza e pensate a quanti amici farebbero un gesto insano se solo lo sapessero...
Sbagliare coltello, tra l'altro, comporterebbe un altro macro-problema: stimmate sul palmo della mano e sulle dita che manco ve lo immaginate...
Secondo voi per quale motivo al mondo ci sono tanti ambidestri? Ora non voglio spaventarvi, le patate al forno sono un esame ampiamente alla vostra portata (me lo sento!). Dopo aver sbucciato le patate (più ne fate meglio è, non è bello sembrare pidocchiosi davanti agli altri), dovete prendere un righello ed un pennarello marrone. E' importante che sia marrone e poi capirete il perchè. So che non amate stare sui marroni, ma per una volta fidatevi.
Con mano ferma tirate delle righe tratteggiate a distanza di 1,42 cm lungo tutta la superficie della patata. Non siate timidi, approcciate da subito (con la patata) con un po' di polso. Sono sicuro che di polso ne avete, e tanto... (lasciamo cadere qui il discorso).
Se la patata percepisce che è la vostra "prima volta" comincerà ad opporre la massima resistenza. Viceversa si lascerà andare tranquillamente e si affiderà alle vostre sapienti mani.
Dopo aver tracciato queste linee su quasi tutte le patate, cambiate la misura dell'interlinea per le ultime 10-15. Troppa precisione non deve far pensare che sono patate comprate già tagliate, devono essere tutti sicuri che le avete tagliate voi... Una volta finita questa fase, fate bagnare la patata(*). So che per molti questo si rivelerà un ostacolo insormontabile. Ma provateci, c'è sempre una prima volta. Aiutatevi anche con un po' di preliminari, non so, due coccole un po' di dolcezza... Se non funziona ditegli cose zozze... se non funziona manco questo, aprite il rubinetto e ricorrete al getto d'acqua...
La patata bagnata perde l'amido in eccesso. Lo dico non per fare sfoggio di cultura ma solo per dimostrare (soprattutto a voi donne che state leggendo) che nonostante le apparenze non sono per niente cazzaro.
Adesso aggiungete alle vostre patate una damigiana d'olio. Proprio come se piovesse. Più sono oliate meglio è. Devono proprio galleggiare come gli iceberg nel film Titanic. Mettete un olio qualsiasi, possibilmente non quello per auto, un'eventuale lavanda gastrica vi inchioderebbe. Accendete il forno. Ancora non siamo pronti a infornare ma meglio guadagnare tempo. Intanto procurateviun po' di rosmarino. Il rosmarino è quello tipo ad aghi di pino ma verde.
E' più corto dell'ago di pino. Se non lo trovate, siete spacciati a meno che non avete un pennarello verdone e un bel po' di aghi di pino da spezzare...(di solito quelli che raccogliete per terra sono marroni, secchi)
Aggiungete sale e pepe a morire. Mettete tutto in forno. Secondo i miei calcoli la vostra cucina avrà già raggiunto i 44 gradi centigradi... Se passa qualcuno sicuramente dirà: "Ummm che odorino cosa hai preparato???" Ricordatevi questa frase quando sarà il giorno del suo compleanno. Dopo 49 minuti, 34 secondi e 15 centesimi tirate fuori le patate dal forno. Usate le presine, non fate gli eroi.
Stimmate e ustioni non sono tutta 'sta bellezza da vedere. E poi le patate alla scottadito sono un'altra cosa, si sa che in quel caso, il dito da scottare non può essere quello dello CHEF!
Quindi se passa qualcuno, usate il suo dito (inventatevi una buona scusa per farlo cadere in trappola). Se si tratta di colei/colui che aveva detto "Che odorino!", mettetevi una mano sulla coscienza! E poi potrebbe servirvi come testimone oculare compiacente nel caso un giorno decideste di fare gli sboroni e vantarvi le vostre patate davanti a degli sconosciuti.
Il più è fatto! Adesso buttate nella monnezza le patate carbonizzate. Se sono più scure delle linee marroni tratteggiate non vanno bene (Ecco a cosa servivano!). L'effetto fuocheggiato fa molto presepe ed è particolarmente indicato sotto le feste di Natale. Avete fatto un'ottimo lavoro... Lo sapevo, non potevamo fallire!!!
(*) Era dall'inizio che aspettavamo tutti questo momento!
Anche finta ammirazione, complimenti falsissimi vanno benissimo.
Se volete scrivere cattiverie, allora... fatevi i fatti vostri!