29 gennaio 2007 Letto 10 volte

Alla mostra sull’Impero Cinese

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Autore: Lux

Improvvisamente colti dalla ‘Sindrome di Piero Angela’ abbiamo visitato la mostra dei trisavoli dei Ming (o MINCH ?) alle Scuderie del Quirinale (Roma)…

"Mostra Cina"Cari amici, oggi vi parlerò di arte. Mi rendo conto che come argomento è abbastanza forte e che la maggior parte di voi mi conosce come un autentico cazzaro. Ma sabato sera ero alle Scuderie del Quirinale per la mostra Cinese e quindi capite bene… quando mi ricapita?
Dopo l’imbarazzo inziale sul luogo della mostra (“Le scuderie del Quirinale” non sono delle vere scuderie ma oggi si presentano come un lussuoso edificio che si affaccia sul Piazzale del Quirinale) l’equivoco è stato presto chiarito.

Infatti per l’occasione avevo deciso di mettermi il costume da cavallerizzo indossato da mio nonno nella seconda guerra mondiale. Per fortuna la diversa conformazione del mio addome (moltooooo più “muscoloso” nelle nuove generazioni) mi ha fatto desistere dall’idea. Che non è bello stare 3 ore in apnea…
La visita è cominciata con un numero mica da ridere. Mentre i normali visitatori facevano la fila per entrare dall’ingresso principale, per sbaglio mi sono introdotto nell’edificio da un’uscita secondaria. Alla porta una hostess addetta al controllo si era distratta e mi aveva lasciato passare. Lei non aveva visto me ma io eccome se avevo visto lei! Sono rimasto circa 15 min a fissarla, quindi alla fine anche lei non ha potuto far finta di niente e ha deciso di rivolgermi la parola. Quel che si dice “saperci fare” con le femmine… Mi ha fatto notare che l’ingresso principale non era quello e che “dovevo rientrare dalla parte giusta”. “RI-ENTRA-RE DAL-LA PAR-TE GIU-STA”…Vittima di questa tombolata di doppi sensi sono uscito senza opporre resistenza. Mi sono messo in fila e venti minuti mi sono ritrovato in quella stessa posizione con un biglietto strappato in mano e 8 Euro in meno nelle tasche. Un affarone.

Ma passiamo ai cinesi. La mostra, allestita su due piani (Scuderie moderne, che vi dicevo?) presentava al piano inferiore i reperti recuperati nel ’74 dalla tomba del primo imperatore cinese Qin Shi Huangdi. Questo imperatore si era fatto seppellire insieme ai suoi soldatini. Solo che lui giocava con quelli veri. Da qui il rinvenimento di circa 7000 statue schierate in assetto da combattimento raffiguranti l’esercito in battaglia e non solo. La particolarità è che ogni statua è unica. I cinesi non avevano ancora scoperto le catene di montaggio. Lavoravano in due su ogni statua. Un ceramista per dipingere e modellare l’argilla e uno al forno. Il compito di quest’ultimo era molto delicato. Se il cuoco al forno sbagliava cottura e la statua usciva scotta l’Imperatore si incazzava parecchio. Anche se veniva troppo al dente. Il malcapitato era torturato e costretto a mangiare l’equivalente di 2 quintali d’argilla! Stiamo parlando del 200 AC quindi potete immaginare che all’epoca il bicarbonato o l’amaro Micidiale Giuliani ancora non l’avevano scoperto.

Dopo di lui anche i successori di Qin per non essere da meno vollero i soldatini. Quindi esistono flotte di soldatini ancora non rinvenuti nel sottosuolo cinese. Mentre leggevo del più e del meno sui progenitori dei Ming (o Minch?) a un certo punto ho sentito la voce di una guida che sapeva tutti i pettegolezzi su ogni pezzo esposto. Astuto come una faina ho capito subito che trattavansi di Angela Angela, figlia di Piero e sorella di Alberto. Infatti ogni tanto diceva “non so se avete visto il documentario di Piero Angela” ma si capiva che voleva aggiungere “quello è mio padre!”.

Angela Angela (che d’ora in poi chiamerò semplicemente Angela) ci ha detto che il colore delle statue di argilla non era sempre lo stesso… Erano tutti diversi ma una cosa avevano in comune. Sebbene sproporzionati per eccesso (cinesi di 2 metri li avete mai visti?) quelli nudi avevano un pistolino minuscolo, come un bottone.
Tutte le donne che passavano, infatti, con strani sorrisetti e ammiccamenti facevano finta di avvicinarsi per vedere le collane di giada per poi perdersi in paragoni a mente… Quelle che prendevano la misura avvicinando il palmo della mano subito andavano ad abbracciare e baciare il proprio marito-compagno-fidanzato. Quando la natura è benevola… Effettivamente da questo punto di vista è una mostra che consiglio a tutti coloro che hanno problemi di “autostima”. I Minch giocano a vostro favore! Da qui la scelta di molti ceramisti ciensi: mettere le mutande alle statue! Come dargli torto? Detto tra noi adesso capisco perchè molti miei amici sono partiti per la Cina… La concorrenza è inesistente!

La mostra va via tutta d’un fiato, l’orologio corre. Tutto quello che si vede proviene dalle tombe. Lo si capisce anche dal fatto che la metà degli uomini gira con le mani sulle palle. E vi giuro che non è bello a vedersi. Il viaggio nel tempo si conclude al secondo piano nel 1000 AC. Quindi si va “indietro nel tempo”. Pare che prima della nascita dell’impero (200 AC) gli aristocratici delle varie etnie amassero farsi seppellire con le loro concubine. Non solo trofei di caccia, vasi pieni di bevande alcoliche a protezione dagli spiriti del male. La tomba della concubina circondata da corna di cervo. Un abbinamento già fatto. Tutto perfetto, l’aldilà senza le mogli!!! E menomale che i Minch sono loro…

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