16 marzo 2009 Letto 16 volte

Cosa dire allo Yeti (in caso di pericolo)

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Autore: Lux

Sempre meglio leggere attentamente queste cose quando non se ne ha bisogno… Che il destino si diverte a fare certi scherzi…

"Yeti"Cari amici oggi affronterò un tema di grande attualità, per una volta quindi abbandoneremo i nostri tipici argomenti di discussione par parlare di qualcosa di veramente serio: come comunicare con uno Yeti in caso di pericolo. Lo so, questo tema potrebbe sembrarvi a primo impatto un po’ inutile, ma meglio spendere due minuti per le cose serie che poi se un giorno vi troverete di fronte allo yeti come pensate di rimediarla uno connessione a internet???

Punto Primo: Come riconoscere uno Yeti. Lo Yeti è un animale molto peloso, abituato a climi un po’ rigidi. E’ molto più peloso del vostro amico più peloso. Non è quella peluria che uno dice un po’ antiestetica. No, questo è proprio pelosissimo. La mamma di Lucio Dalla da bambino lo ha appeso nella cameretta del noto cantautore per convincerlo che lui era normale ma non è prorpio così. Pur essendoci fuori un freddo della Madonna lo Yeti preferisce camminare nudo senza nemmeno una foglia di fico. Non ha il senso del pudore, questo è chiaro. Difficilmente lo potete trovare a bordo vasca, in sauna, o su una spiaggia tropicale. Cammina con discreta scioltezza, ma non del tutto spedito.
Se tornando a casa dalla vostra partita di calcetto vedete un bestione immondo correre via tutto nudo dalla porta di servizio, non cadete nella trappola. Non può essere lo Yeti. Un particolare molto importante che vi permetterà di riconoscerlo con certezza è la mano. Se ha 4 dita è lui, se sono cinque vi state confondendo con altri personaggi che vagano nel vostro inconscio. Che ne so, a seconda delle frequentazioni e dell’età potrebbe trattarsi del vostro professore di latino, della padrona di casa o addirittura della suocera.

Vorrei aprire una parentesi sull’incoscio giusto per dimostrarvi che non sono un fesso qualsiasi ma che dico cose di un certo spessore. Gli avvistatori di Yeti (nell’inconscio) sono persone veramente anomale perchè in genere l’inconscio è un luogo di eccezionale fascino, una specie di cerchio dei lussuriosi ma senza le fiamme dell’inferno. Nell’inconscio tutto è lecito… e capirai chi più può più si sbizzarrisce. Chi non ha la patente può guidare una Ferrari, chi ha una Ferrari può comprarsi facilmente la patente, chi se ne frega delle auto da corsa ma ugualmente sogna di farsi la Ferrari (Isabella Ferrari)… A riprova di quello che ho detto, vi è mai capitato di fare una cosa veramente piacevole, un esperienza folle, pazza e pure bellissima? Beh il minimo che possa capitare è di sentirvi dire: “incosciente!!!” Che vi avevo detto???

Ma ritorniamo allo Yeti. Stanotte mi è capitato di sognare lo Yeti (quello vero! ho contato le dita della mano). La cosa è veramente strana perchè generalmente la notte per me è pregna di inconscio (possiedo una normalissima berlina e non ho velleità motoristische). A un certo punto sognavo di stare in una specie di caverna che stava per crollare e fuori c’era lo Yeti. Che fare? Mi sono messo a spostare massi, puntellare di qua e di la e lo Yeti fermo a guardarmi. Non è che gli veniva in mente di darmi una mano! MA IO HO CAPITO SUBITO perchè… aveva paura che gli contassi le dita!

Allora, furbo come una faina, ho provato a tendergli una trappola. “Scusi signore (si vedeva benessimo che non era un umano)… UOMO DI BELLA PRESENZA… potrebbe reggermi con le mani l’arco di travertino della caverna, please? (ho pensato, se questo non capisce l’italiano ma sa qualche semplice parola di inglese, almeno percepisce un minimo segno di gentilezza con quel PLEASE). Lui è caduto nella mia trappola. Nessuno lo aveva mai adulato con complimenti così espliciti. Ha sollevato le braccia provocando un nauseabondo odore di maschio (non ho detto muschio). Ma due abre magique al pino sotto le ascelle noooooo eh??? Comunque con la velocità di Mennea dei bei tempi ho abbandonato la caverna. E mi sono svegliato sano e salvo. Che impresa! Che strizza! Ridatemi la Ferrari…

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